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‘Baciami Ancora’, dopo 10 anni Muccino ritrova la sua generazione

Direttore 29 gennaio 2010 Commenti disabilitati Trackback URL

Italia, 29 Gen. – “Il mio e’ un film che parla di scelte, di destini e anche del senso delle cose”. Gabriele Muccino sintetizza cosi’, durante un’incontro con la stampa a Roma, il senso del suo ultimo film, ‘Baciami ancora’, interpretato da Stefano Accorsi, Vittoria Puccini, Claudio Santamaria, Giorgio Pasotti, Pierfrancesco Favino, Sabrina Impacciatore, Marco Cocci, Daniela Piazza, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi, in circa 600 sale dal 29 gennaio. Dopo dieci anni Muccino torna a seguire la vita degli ex trentenni de ‘L’ultimo bacio’. Oggi hanno quarant’anni, molte responsabilita’ in piu’, molte scelte sbagliate alle spalle (soprattutto gli uomini) e un desiderio di amore che sembra piu’ maturo ma ugualmente fortissimo. L’occasione che trova Muccino per parlare dei ’suoi’ ragazzi e’ il ritorno a Roma di uno di loro, Adriano (Pasotti), dopo dieci anni lontano da casa, dal figlio che ha abbandonato con la madre Livia (Sabrina Impacciatore) appena nato. In quel tempo ha viaggiato molto ed e’ stato anche in galera all’estero per due anni per spaccio di cocaina. I quarantenni di oggi sono diversi: Paolo (Santamaria) e’ tossicodipendente da farmaci e psichicamente instabile, innamoratissimo della ex di Adriano, con cui vive un amore travagliato e nevrotico; Marco (Favino) e’ un uomo che ha accentuato le sue idee conservatrici che vede crollare i suoi valori di fronte alla crisi matrimoniale con Veronica (Daniela Piazza); Alberto (Cocci) e’ l’amico che non vuole crescere e continua a sognare di fuggire e di andare a coltivare caffe’ in Brasile. Poi ci sono Giulia e Carlo, Stefano Accorsi e Vittoria Puccini. Il loro amore, distrutto da una serie di scappatelle di lui, non e’ mai finito e i due continuano a rincorrersi malgrado abbiano entrambi un nuovo partner. ‘Baciami ancora’ e’ un sequel, tecnicamente, ma in realta’ e’ un film molto diverso da quello che rivelo’ il talento di Muccino nel 2000.

TRAILER FILM “Baciami Ancora”
Immagine anteprima YouTube

“E’ una sfida con me stesso che ho sentito di dover correre dieci anni dopo perche’ quei personaggi erano cresciuti dentro di me ed erano diventati veri – spiega Gabriele Muccino -. Era come se questi burattini fossero diventati ‘pinocchi’. Questo film riporta i personaggi alla vita, personaggi che avevo pensato dieci anni fa e che sono mutati perche’ la vita e’ cambiata e gli ha fatto capire molte cose. L’avventura e’ stata ambiziosa – aggiunge – pero’ e’ stata molto sentita, altrimenti non mi ci sarei imbarcato. Questi personaggi sono migliori di quanto fossero dieci anni fa”.


I quarantenni che troviamo in questo film, infatti, sono molto diversi dai trentenni descritti ne ‘L’ultimo bacio’. “Allora dissero che le donne erano tutte isteriche e gli uomini tutti immaturi – spiega il regista -. Ebbene, quegli uomini immaturi hanno pagato lo scotto di essere com’erano, hanno fatto degli errori che oggi pagano. Invece quelle donne un po’ nevrotiche hanno capito che forse erano eccessive e hanno fatto un cambio di rotta. Il senso della vita forse lo avevano intravisto piu’ loro degli uomini. Forse per questo, pur essendo un film ‘al maschile’, con un uomo come voce narrante, parla anche molto delle donne”. Nei film di Gabriele Muccino la politica, se e’ presente, e’ sempre molto a margine. E anche stavolta il regista rifiuta l’idea di aver voluto descrivere il ‘fascista’ del gruppo, Pierfrancesco Favino, come una persona per bene, un uomo che grida ma che non sfiora con un dito la moglie traditrice, che si dispera e la riaccoglie in casa per amore. “Non ho mai pensato di raccontare un fascista per bene – spiega infatti Muccino -. Volevo raccontare un uomo con dei valori che sono assolutamente irreali. Un uomo che si racconta di essere di destra, di essere all’antica con dei valori convenzionali e conservatori. Poi la vita stessa lo costringe a una revisione fondamentale e assoluta di tutti quei preconcetti e di quelle formule. Quindi questo non e’ un modo per raccontare un uomo di destra – che mi interessa anche poco – ma e’ un modo per raccontare quanto noi poco ci conosciamo, quanto poco capiamo cosa vogliamo e la vita, con le possibilita’ infinite che ci offre, ci costringe come nel caso del personaggio di Favino, a rivedere anche diametralmente tutta la nostra esistenza”. Nel 2000 Gabriele Muccino diresse ‘L’ultimo bacio’, nel 2010 arriva il sequel dieci anni dopo con ‘Baciami ancora’. E ipotizzabile un’ideale trilogia con un ‘bacio’ conclusivo nel 2020? “Al momento non ho fretta – risponde sorridendo il regista -. Ci pensero’ fra dieci anni e solo allora potro’ capire se avro’ urgenza di raccontare ancora i miei coetanei come e’ accaduto la prima e la seconda volta”.

Fonte AGI News (di Andrea Cauti)

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