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Cinzia-gate, secretato l’interrogatorio del sindaco Delbono: ”Ho chiarito tutto”

Direttore 24 gennaio 2010 Commenti disabilitati Trackback URL

Bologna, 24 Gen. – Il sindaco di Bologna sentito ieri per cinque ore dal pm Plazzi che gli contesta i reati di peculato, abuso d’ufficio e truffa aggravata: ”Ho dato elementi per dimostrare un uso corretto delle risorse pubbliche e ho fornito spunti investigativi”.

E’ convinto di aver chiarito tutto e di aver fornito spunti ed elementi investigativi. E’ con questa certezza che il sindaco di Bologna, Flavio Delbono, ha lasciato la Procura Felsinea dopo un interrogatorio di cinque ore. L’ inquilino di Palazzo D’Accursio è stato sentito dal pm Morena Plazzi che gli contesta i reati di peculato, abuso d’ufficio e truffa aggravata.

L’ipotesi è che quando era vice presidente della Regione Emilia Romagna abbia fatto dei viaggi a spese dei contribuenti insieme alla ex fidanzata e segretaria Cinzia Cracchi, anche lei indagata ma solo per peculato e abuso d’ufficio.

Accompagnato dal suo difensore, l’avvocato Paolo Trombetti, Delbono non ha spiegato molto di quanto ha detto al Pm, rispetto a quanto aveva promesso, perché l’interrogatorio è stato secretato. Per circa due ore ha parlato dei due viaggi (2006 a Cancun e 2007 a Santo Domingo) che gli sono valsi l’accusa di truffa aggravata per aver percepito indennità che non gli spettavano per circa 1.770 euro.

“Sulle missioni ho fornito ampi elementi per dimostrare un uso corretto delle risorse pubbliche con documenti e prove testimoniali”, ha detto Delbono spiegando che “c’è un errore per un rimborso non dovuto di circa 400 euro, una cifra che dimostra che non può che essere un equivoco”.

Dopo aver chiarito questi aspetti, il primo cittadino ha rilasciato delle dichiarazioni spontanee fino alle 14 per chiarire tutto il resto. Si è trattato, ha spiegato l’avvocato Trombetti di “dichiarazioni spontanee senza contestazioni da parte del pm per contribuire in maniera trasparente alle indagini. Abbiamo dato ampi spunti ed elementi investigativi su cui la Procura lavorerà. Da parte nostra totale disposizione a farci risentire”.


Sul bancomat legato a un conto acceso presso Farbanca e intestato all’amico del sindaco Mirko Divani, da cui la Cracchi prelevava tra i 600 e i 1.000 euro al mese al tempo della loro relazione, Delbono ha spiegato: “Si tratta di un’operazione tra due amici non in affari per la restituzione di quanto gli avevo dato per comprare una casa, acquisto che poi non si è materializzato”. Si e’ poi scoperto che tale prestito si aggirava sui 10 mila euro.

Sulla Bulgaria Delbono ha aggiunto: “ho una quota e una società con un commercialista bolognese che ha fatto due acquisti e una cessione alla luce del sole. E’ tutto registrato nella mia dichiarazione dei redditi”. Quanto agli incontri con la ex fidanzata e segretaria, l’inquilino di palazzo d’Accursio ha spiegato: “Sono sempre avvenuti in presenza di un testimone. Da parte mia non c’e’ mai stata nessuna dazione di denaro, offerta o proposta”. Infine sull’invito a dimettersi, lanciato dalle colonne del ‘Riformista’, il sindaco ha tagliato corto: “Non commento, abbiate un po’ di rispetto per le persone”.

Ma proprio sul fronte politico, è Giuliano Cazzola (PdL) a sottolineare: “Per come si stanno mettendo le cose a Bologna diventa sempre più probabile che si torni a votare tra qualche mese. E’ bene prendere sul serio questa ipotesi e renderne consapevoli anche i vertici del PdL, perché stavolta esiste davvero la possibilità di vincere, sempre che il fronte moderato non si divida come nel 2009″.

“Presto il caso Del Bono potrebbe riversarsi anche sulla campagna elettorale per la Regione – rimarca Cazzola – Il Partito democratico, pertanto, arriverà rapidamente a prendere delle decisioni sul futuro del sindaco”.

Fonte Adnkronos

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