Delbono indagato: “Chiariro’ ai magistrati poi ai cittadini”; Riscontri dei PM prima di convocarlo.
Bologna, 21 Gen. – Il sindaco di Bologna Flavio Delbono, indagato con la sua ex compagna ed ex fidanzata Cinzia Cracchi per peculato e abuso d’ufficio in relazione alle spese per viaggi dei due quando lui era vicepresidente della Regione, in una nota diffusa poco fa ha spiegato che chiarira’ prima la sua posizione ai magistrati, ai quali ha chiesto di essere ascoltato quanto prima, e poi ai cittadini di Bologna.
“In merito alle notizie apparse oggi sulla stampa – si legge nella nota di Delbono – ribadisco che la mia scelta di tacere è dovuta al rispetto nei confronti dei magistrati, davanti ai quali chiarirò ogni aspetto di questa vicenda. Ai bolognesi dico due cose. La prima è che il carattere personale, dolorosamente privato di questa storia, emerge perfino in mezzo alle insinuazioni e alle dichiarazioni assurde di cui sono piene le pagine dei giornali. La seconda è che sono anche stato l’unico, tra le persone coinvolte, a tenere un simile comportamento, non dovendo nè usare una storia finita come materia di speculazione politica nè rivalermi su persone a cui sono stato affettivamente legato. Sottolineo che le accuse che mi sono state mosse a mezzo stampa ricordano quelle situazioni kafkiane in cui ogni volta che si chiarisce un elemento se ne aggiungono di nuovi, diversi, variopinti, e si torna al punto di partenza. Ho già detto che non intendo infilarmi in questo tritacarne mediatico, ma è chiaro che, una volta parlato con gli inquirenti, spiegherò ai cittadini quello che è successo veramente. Tuttavia mi sento di rassicurarli subito sul fatto che non ho commesso reati nè usato soldi pubblici a fini privati, come dimostrerò nel prosieguo dell’inchiesta”.
I magistrati della Procura di Bologna attendono gli ultimi riscontri investigativi prima di convocare il sindaco di Bologna, Flavio Delbono, indagato insieme all’ex segretaria-fidanzata Cinzia Cracchi per peculato ed abuso di ufficio, in relazione a spese sostenute per alcuni viaggi della coppia quando lui era n.2 in Regione. Il sindaco dovrebbe essere ascoltato a breve dal pm Morena Plazzi che insieme al collega Massimiliano Serpi è titolare del fascicolo.
Parte dell’attività degli inquirenti consiste nel verificare le accuse che la Cracchi avrebbe confermato ieri ai pm nei confronti di Delbono. La donna, in sintesi, sostiene che il sindaco nei giorni precedenti al suo primo interrogatorio, avvenuto sabato scorso, le avrebbe promesso dei favori – durante alcuni incontri – in cambio del silenzio con i magistrati. La Cracchi avrebbe poi raccontato al pm che in passato le promesse di Delbono le sarebbero giunte anche attraverso un’assessore comunale, la quale avrebbe agito come una sorta di mediatrice, un ruolo che potrebbe essere stato ricoperto – sempre secondo quanto detto dalla donna ai magistrati – anche da altre persone. Per avere riscontri precisi sulla versione della Cracchi gli inquirenti stanno analizzando tabulati telefonici e stanno cercando eventuali testimoni degli incontri.
I pm cercheranno anche di capire se ci siano altre persone (oltre ovviamente agli indagati) che possano testimoniare il contenuto dei colloqui tra i due. Se fosse riscontrata la veridicità della versione della donna, Delbono potrebbe essere chiamato a rispondere anche del reato di induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria (articolo 377 bis del codice penale), reato punito con la reclusione da due a sei anni. In caso contrario la Cracchi potrebbe essere incriminata per calunnie.
Altro importante filone dell’indagine riguarda i riscontri bancari. Al centro dell’attenzione il bancomat, sequestrato dalla Digos, che fu dato da Delbono alla Cracchi nel periodo compreso tra il 2004 ed il 2008 poi bloccato al termine della relazione sentimentale tra i due. Con il bancomat, intestato a Mirko Divani, amico del sindaco e collaboratore dell’azienda bolognese Cup (Centro unico di prenotazione) l’allora compagna di Delbono effettuava prelievi mensili fino a mille euro. Il pm Plazzi ha ricevuto dalla Digos il verbale dell’interrogatorio di Divani che avrebbe anche consegnato al magistrato alcuni estratti conto della carta a lui intestata. Gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo sul punto chiave della vicenda, cioè, con quali soldi (se pubblici o privati) tale bancomat veniva alimentato.
Altro capitolo riguarda diverse trasferte istituzionali all’estero compiute da Delbono quando era vice presidente della Regione Emilia Romagna, nelle quali, secondo l’ipotesi accusatoria (ancora da verificare) l’attuale primo cittadino avrebbe pagato con una carta di credito della Regione anche le spese (cene, alberghi, viaggi) della Cracchi che partecipava alle missioni in forma privata.
Fonte AGI Mir




