Sindaco Bologna: Proseguono le indagini della procura
Bologna, 26 Gen. – Nel giorno in cui il sindaco di Bologna Flavio Delbono ha deciso di dimettersi, proseguono intense le attivita’ della procura felsinea che lo ha indagato per abuso di ufficio, peculato e truffa aggravata in merito ad alcune missioni istituzionali all’estero, quando era vicepresidente della Regione Emilia Romagna, compiute insieme alla ex compagna e segretaria Cinzia Cracchi, anche lei iscritta nel fascicolo per abuso d’ufficio e peculato.
Il Pm Morena Plazzi sta facendo eseguire le verifiche circa le presunte pressioni di Delbono alla Cracchi durante alcuni incontri avvenuti tra i due ad indagine gia’ in corso. In mattinata e’ stata sentita come persona informata dei fatti l’assessore comunale ai servizi sociali, Luisa Lazzaroni, chiamata in causa dallo stesso sindaco nell’interrogatorio in Procura di sabato scorso a proposito degli incontri con la Cracchi. Secondo quanto avrebbe riferito agli inquirenti, la Lazzaroni non avrebbe avuto un ruolo di mediazione fra i due e si sarebbe limitata, nel dicembre 2008 a consegnare (non sapendone il contenuto) una busta con dentro alcune migliaia di euro alla Cracchi per conto di Delbono, il quale voleva contribuire alle spese legali per la separazione della ex segretaria dal marito. L’altra testimone degli incontri, la responsabile legale del Cup, Manuela Gallo, e’ stata ascoltata dai magistrati sabato scorso. La donna sarebbe stata presente a due recenti incontri avvenuti tra i due indagati. Intanto proseguono gli accertamenti sui viaggi istituzionali e sul bancomat ad un amico di Delbono e dato in uso alla ex compagna per 4 anni.
Al momento, tutta l’attivita’ del Pm Plazzi e’ racchiusa in unico fascicolo di indagine. Non si hanno notizie – come confermato dal legale di Delbono, Paolo Trombetti, che questa mattina ha incontrato il magistrato inquirente – di altri reati a carico del sindaco. Lo stesso Delbono, pero’ potrebbe essere riconvocato in procura per chiarire alcuni aspetti della vicenda. Nei suoi confronti, se fosse ritenuta attendibile la versione della Cracchi, potrebbe essere contestato il reato 377 bis del codice penale cioe’ “induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorita’ giudiziaria” per presunti favori promessi alla ex segretaria in cambio del suo silenzio. Nel corso della conferenza stampa di oggi pomeriggio seguita all’annuncio delle sue dimissioni, Delbono non e’ entrato nei dettagli delle indagine spiegando che il verbale del suo interrogatorio e’ stato secretato. L’unico riferimento fatto dal sindaco riguarda la cosi’ detta “pista bulgara”, cioe’, innumerosi viaggi compiuti da Delbono in bulgaria. Il sindaco dimissionario ha specificato che gli affari con un commercialista bolognese nel paese dell’Est Europa “sono massimamente trasparenti e nascono alla fine del 2006 quando prendo il 50% di una societa’”. Azienda – ha spiegato ancora Delbono – denominata Bulfranz di cui il commercialista bolognese e’ amministratore unico. Tale societa’ “ha acquistato 2 appartamenti – ha concluso il sindaco – li ha ristrutturati e uno lo ha venduto”.
Fonte AGI Mir/Cli


