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Aborto, conto alla rovescia per la Ru486: solo sei le Regioni pronte.

Redazione 21 febbraio 2010 Commenti disabilitati Trackback URL

Roma, 20 Feb. – A breve la ditta francese produttrice della pillola abortiva Ru486 inizierà a spedire le confezioni in tutta Italia. Lombardia, Toscana e Veneto hanno deliberato per il ricovero ordinario, Emilia Romagna, Piemonte e provincia autonoma di Trento per il day hospital. Le altre Regioni aspettano indicazioni.

Mons. Sgreccia: regole trasgredite. Il presidente emerito della Pontificia Accademia per la vita all’Adnkronos: ”Il farmaco ha provocato 29 morti eppure nessuno l’ha bloccato”.

Ormai manca solo l’etichetta. Una volta che il Poligrafico dello Stato terminerà la stampa delle fustelle, con il codice a barre e le altre indicazioni di legge, la ditta francese produttrice della pillola abortiva Ru486 inizierà a spedire le confezioni in tutta Italia: ci vorrà qualche settimana, dunque verso metà marzo, come confermano dal quartier generale di Parigi della Exelgyn. Ma solo sei Regioni hanno deciso come somministrare il farmaco alle donne che sceglieranno l’aborto farmacologico: Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Toscana, Trento e Veneto. In tutte le altre le norme mancano ancora.


E’ quanto emerge dai dati raccolti dal quindicinale di politica sanitaria ‘Il Bisturi’. In particolare, Lombardia, Toscana e Veneto hanno deliberato per il ricovero ordinario per tutta la durata dell’interruzione di gravidanza (normalmente tre giorni), mentre Emilia Romagna, Piemonte e provincia autonoma di Trento hanno seguito la via del day hospital, prevedendo appositi protocolli che consentono comunque il monitoraggio costante della donna, anche al di fuori dell’ospedale, nell’arco di tempo necessario all’aborto.

Le altre Regioni aspettano indicazioni, che potrebbero prendere la forma di vere e proprie linee guida nazionali, come auspicato dal ministro del Lavoro e politiche sociali Maurizio Sacconi e dal sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, oppure che potrebbero arrivare con un’intesa in Conferenza Stato-Regioni, come vorrebbero le Regioni.

Sullo sfondo il parere che il ministro della Salute Ferruccio Fazio sta valutando di chiedere al Consiglio superiore di sanità. Quest’ultimo, appena rinnovato, tornerebbe a pronunciarsi sulla Ru486 dopo averlo già fatto durante la sperimentazione della pillola all’ospedale S.Anna di Torino nel 2004-2005. Anche le elezioni di marzo pesano sul ’silenzio’ delle Regioni che ancora non hanno deciso sulla somministrazione della pillola abortiva, “perché – si legge – questa decisione non è solo sanitaria, ma anche etica e politica”.

Sulla commercializzazione della pillola abortiva e sul fatto che sei regioni abbiano già deciso come somministrare il farmaco alle donne monsignor Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la vita, ribadisce la condanna senza appello da parte della Chiesa.


La pillola abortiva Ru486 “ha già provocato 29 morti – osserva all’Adnkronos – Come mai questo farmaco non è stato bloccato come accade per tutti i farmaci che hanno dato la morte?”. “Non ho ancora capito con quale fondamento giuridico queste regioni si siano mosse – dice ancora – Cosa intende fare il governo di fronte a questa situazione?”.

Da un punto di vista morale, il presule riafferma quelli che sono i principi della Chiesa. E dice: “la pillola ha effetto abortivo, quindi valgono tutte le considerazioni che valgono quando si parla di aborto volontario. C’è, inoltre, un’aggravante che dovrebbe far riflettere anche chi appoggia la legalizzazione dell’aborto chirurgico, ed è il rischio per la madre. Ventinove donne sono morte per effetto della somministrazione di questa sostanza. Questo farmaco assume, quindi, la valenza del veleno. E’ una sostanza non a fine di salute, ma a fine di morte. Presiedo un comitato etico e non posso tacere il fatto che si va contro la regola fondamentale della vita della madre. Bisognerebbe, per questo motivo, sospendere tutto”.

Secondo il presule, con la Ru486 “si è trasgredito alle regole della sperimentazione. Quello poi che si dice sul minor dolore della donna non è affatto vero. La donna in realtà resta sola”. Tempo qualche settimana e la ditta francese produttrice della pillola abortiva Ru486 inizierà a spedire le confezioni in tutta Italia. “Stiamo a vedere con quale fondamento giuridico si procede – ribadisce – e come il governo si tutelerà”.

Fonte Adnkronos/Adnkronos Salute/Ign

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