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Sindaco Bologna: Cicchitto elezioni a Marzo 2011

Direttore 6 febbraio 2010 Commenti disabilitati Trackback URL

Bologna, 6 Feb. – “Ci dispiace, hanno perso un treno, e la legge e’ uguale per tutti”. Con queste parole, il capogruppo del Pd alla Camera Fabrizio Cicchitto, arrivato sotto le Due Torri dopo il tour riminese di ieri, chiude alla possibilita’ di un ipotetico voto a giugno per l’elezione del nuovo sindaco, dopo le dimissioni di Flavio Delbono travolto dal Cinzia-gate.

Possibilita’ che i parlamentari bolognesi del Pd lasciavano intravedere con l’approvazione di un emendamento in Parlamento che avrebbe aperto una nuova finestra elettorale oltre i termini previsti dalla legge non prima della primavera 2011, che avrebbe dovuto essere frutto di una intesa bipartisan per il bene della citta’. “Gli amici del Pd – spiega Cicchitto, attorniato da tutto lo stato maggiore del Pdl sotto le Due Torri, compresi i candidati a Palazzo D’Accursio e alle regionali – non e’ che possono fare e disfare le leggi a loro immagine e somiglianza. C’erano tutte le condizioni per votare a marzo – spiega ancora Cicchitto, riferendosi all’election day – bastava che il sindaco si dimettesse entro il 21, ma c’e’ stata una sua esitazione di fondo, un momento in cui ha detto che non si sarebbe dimesso nemmeno se rinviatoa giudizio. E poi una scelta tattica del Pd: evitare il bagno di sangue con le elezioni a marzo, e fare elezioni su misura a giugno. Mi dispiace, ma non e’ possibile”.

“Per il voto c’e una finestra che eì a marzo di ogni anno. A questa finestra si possono affacciare tutti: non e’ che possiamo aprire dei finestrini”. Con queste parole il Capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto ha allontanato la possibilita’ di un eventuale voto per il nuovo sindaco di Bologna il prossimo giugno, come auspicato dal Pd vista l’impossibilita’ per termini di legge dell’election day, assieme alle regionali. Un’ eventualita’ che per Cicchitto il Pd poteva cogliere con le dimmisioni di Delbono solo 8 giorni prima e che ora sposta la data alla scadenza piu’ naturale, nella primavera 2011. Per il capogruppo azzurro, l’arrivo di un eventuale commissario prefettizio a Bologna non significa affatto bloccare l’attivita’ amministrativa della citta’, come da piu’ parti si paventa. “E’ avvenuto in tutte le citta’ nelle quali si e’ verificato una crisi dell’amministrazione, nella normalita’ della legge- ha concluso Cicchitto – Non e’ che si puo’ fare una legge solo per Bologna”.


Nei prossimi giorni sara’ convocata un’assemblea cittadina aperta ad iscritti e simpatizzanti del Pdl – con la partecipazione dei consiglieri comunali uscenti e del Candidato sindaco – per fare un check-up sullo stato di Bologna e, attraverso gruppi di lavoro di libera partecipazione, individuare le tematiche piu’ significative sulle quali impostare la lunga campagna elettorale che si prospetta in vista del voto, che i termini di legge – ricordati oggi dal capogruppo Pdl alla camera Fabrizio Cicchitto, in visita sotto le Due Torri – fissa nel marzo 2011.

E’ quanto annuncia il coordinatore cittadino Pdl Grande citta’ di Bologna Fabio Garagnani, per il quale “l’arrivo del Commissario non deve essere demonizzato in quanto provocato dalle dimissioni di Delbono, cosa che i il PD tende a far dimenticare”. Nei prossimi mesi, spiega ancora Garagnani, “il Coordinamento cittadino del Pdl di Bologna avra’ davanti il compito che non intende delegare ad alcuno – d’intesa con i coordinatori regionali – di affrontare le prossime elezioni amministrative preparando la citta’ di Bologna ad un cambiamento atteso da troppo tempo, a fronte del fallimento della sinistra”. Per il deputato Pdl Giuliano Cazzola “una pausa di riflessione fara’ bene a tutti”. Le critiche del Pd al Pdl, anche per Cazzola, vanno respinte al mittente. “Non e’ colpa nostra se Bologna sara’ commissariata per la prima volta nella sua storia – commenta – Sono stati loro a designare un candidato sindaco con qualche problema, a costringerlo a dimissioni premature, peraltro rassegnate fuori tempo massimo per poter votare alla fine di marzo. Una sequela di errori che non puo’ certo indurre la maggioranza di centro destra a compiere delle forzature legislative al solo scopo di porvi rimedio. La citta’ – conclude – puo’ andare benissimo avanti cosi’”.

Fonte AGI Ari

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