Emilia Romagna: Casa ed elettrodomestici, al via gli ecoincentivi
Bologna, 15 Apr. – Firmato il decreto attuativo che definisce le modalità sulla concessione degli incentivi governativi ai consumi: dall’acquisto di nuovi immobili ad alta efficienza energetica agli elettrodomestici a basso consumo, basta rivolgersi direttamente al rivenditore.
Nel campo dell’efficienza energetica, 50 milioni di euro sono per esempio destinati all’acquisto di lavastoviglie, cucina da libera installazione, cappe, forni elettrici, scaldacqua a pompe di calore, stufe, mentre sono 60 i milioni di euro per chi intende acquistare un nuovo immobile ad alta efficienza energetica (classe energetica A e B).
Sessanta milioni per cucine con elettrodomestici efficienti. Ulteriori 50 milioni per singoli elettrodomestici. E ancora: 60 milioni per nuovi immobili ad alta efficienza energetica e 2 milioni per motocicli elettrici o ibridi. Complessivamente 172 milioni. A tanto ammontano gli incentivi che da ieri, 6 aprile, il Governo – all’interno di una manovra complessiva da 300 milioni, 100 a carico del Ministero dello Sviluppo Economico e 200 a carico di quello dell’Economia – ha messo a disposizione per sostenere quegli acquisti che, oltre ad aiutare l’economia a ripartire, possono dare una mano anche all’ambiente, assecondando uno sviluppo più sostenibile. Si tratta del cosiddetto Decreto incentivi (40/2010), al cui interno rientrano anche bonus per motori marini, prodotti industriali e abbonamenti a internet veloce.
Gli elettrodomestici
Nel campo dell’efficienza energetica 50 milioni di euro sono innanzitutto destinati all’acquisto di alcuni elettrodomestici, come lavastoviglie, cucina da libera installazione, cappe, forni elettrici, scaldacqua a pompe di calore, stufe. L’incentivo copre fino al 20% del prezzo d’acquisto con un tetto da 80 a 500 euro in base al prodotto (fino a 130 per lavastoviglie, fino a 80 per forni elettrici e piani di cottura, fino a 100 per le cucine a gas, fino a 500 per le cappe climatizzate e fino a 400 per pompe di calore per acqua calda). Tra i requisiti, la sostituzione dei vecchi apparecchi con lavastoviglie non inferiore alla classe A/A/A, con forni elettrici non inferiori alla classe A, con piani di cottura con dispositivo FSD, con cucine libere con dispositivo FSD e forno elettrico non inferiore alla classe A, con cappe climatizzate oppure con pompe di calore con COP maggiore o uguale a 2,5.
Ulteriori 60 milioni di euro sono a disposizione per l’acquisto di cucine componibili complete di elettrodomestici efficienti. In questo caso il sostegno copre fino al 10% del prezzo di acquisto e comunque non più di 1.000 euro. Tra i diversi requisiti richiesti per la cucina componibile, la presenza di almeno due elettrodomestici ad alta efficienza.
La casa e i motocicli
Sempre per l’efficienza energetica, il Ministero dello Sviluppo economico stanzia 60 milioni di euro per chi intende acquistare un nuovo immobile ad alta efficienza energetica (classe energetica A e B). Per gli immobili, il contributo è per un importo pari a 116 € al metro quadro, con massimo di 7.000 euro, per la classe A (inferiore a 30 kWh/m2 anno) e 83 € al mq, con massimo di 5.000 euro, per la classe B (inferiore a 50 kWh/m2 anno). I requisiti richiesti sono un fabbisogno energetico migliorato del 30% per la classe A e del 50% per la classe B. Per usufruire dello sconto sulle eco-abitazioni, è necessaria la certificazione di efficienza energetica da parte dell’agenzia nazionale Enea: ricevuta l’apposita documentazione dal venditore, l’Enea comunica lk’attestazione favorevole o negativa entro 30 giorni dalla ricezione.
Per quanto riguarda la mobilità, il Governo stanzia 2 milioni di euro per l’acquisto di motocicli elettrici o ibridi. Il contributo può raggiungere fino al 20% del prezzo di acquisto di ogni mezzo, fino ad un massimo di 1500 euro. Tra i requisiti, il motociclo deve essere fino a 400 cc oppure fino a 70 kw di potenza per “euro 3” con rottamazione di “euro 0” o “”euro 1”, mentre non è richiesta nessuna rottamazione per elettrici o ibridi.
Come usufruire degli sconti
E’ possibile ottenere gli sconti sui prodotti rivolgendosi direttamente al rivenditore. “Grazie agli incentivi – ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola – favoriremo l’acquisto di prodotti innovativi e a basso consumo energetico per più di un milione di famiglie. Accedere allo sconto sarà semplicissimo: basterà una telefonata o un click del computer del rivenditore”. Sarà quindi lo stesso rivenditore a verificare la disponibilità delle somme – per via telematica o telefonica – comunicandolo poi all’acquirente. L’incentivo si traduce in uno sconto sul prezzo di acquisto, per una somma che poi il rivenditore recupererà presso gli sportelli delle Poste (le quali attiveranno anche un call center per le informazioni) attraverso un modulo elettronico del Ministero da trasmettere al “centro di contatto” delle Poste stesse.
Gli incentivi saranno disponibili fino all’esaurimento delle risorse messe a disposizione e fino al 31 dicembre 2010. La prima fase è riservata ai rivenditori (dieci giorni per registrarsi attraverso il call center delle Poste – numero verde 800.556.670 – in un apposito elenco come ‘condicio sine qua non’ per poter attivare l’erogazione degli incentivi), mentre dal 15 aprile partiranno gli acquisti con l’incentivo per consumatori e imprese.
Le critiche di Legambiente
“Incentivi assolutamente minimale nei confronti di energia ed eco-edilizia”. Così Legambiente descrive l’intervento del Governo: “Come segnale per il settore, sarebbe stato meglio impegnarsi nel prorogare gli incentivi del 55% per il risparmio energetico e il solare termico, che scadono nel 2010. Uno sconto di qualche migliaio di Euro per acquistare una casa – come quello approvato dal Governo – ha, infatti, pochissimo senso, soprattutto se si considera che gli edifici con queste caratteristiche sono rarissimi”. Legambiente concentra la propria attenzione soprattutto sulla norma “casa” entrata fuori sacco, ritenendo assurdo permettere a chiunque di iniziare lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria nella propria casa senza un progetto, senza informare il Comune, senza un’impresa che si assuma la responsabilità dei lavori. “Questa indicazione avrà come unico effetto di incrementare il lavoro nero e aumentare i contenziosi condominiali – ha aggiunto Edoardo Zanchini, responsabile energia e urbanistica di Legambiente – ma non solo: chi abita in un palazzo, infatti, non potrà sapere nulla dei lavori che si stanno facendo al piano di sotto o nell’appartamento accanto, né avere alcuna certezza che veramente non si stiano toccando parti strutturali dell’edificio”.
L’impegno della Regione per l’eco-edilizia
In Emilia-Romagna, intanto, su questo fronte dal primo luglio 2008 è entrato in vigore l’Atto di Indirizzo e coordinamento sui requisiti di rendimento energetico e sulle procedure di certificazione degli edifici (D.A.L. 156/08), che dà attuazione alla direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico nell’edilizia e alla direttiva 2006/32/CE concernente l’efficienza degli usi finali dell’energia.
L’atto, deliberato dall’Assemblea legislativa, fissa in particolare i requisiti minimi di rendimento energetico degli edifici, prevedendo una loro applicazione integrale nel caso di edifici di nuova costruzione ovvero di ristrutturazione integrale di edifici di superficie superiore a 1000 metri quadri. Dal primo luglio 2008, inoltre, è divenuta obbligatoria la certificazione energetica degli edifici di nuova costruzione o oggetto di ristrutturazione integrale. E’ inoltre obbligatoria la certificazione degli immobili oggetto di compravendita. Dal primo luglio 2009 tale obbligo è esteso anche alle singole unità immobiliari soggette a trasferimento a titolo oneroso, mentre dal primo luglio 2010 lo sarà anche alle unità immobiliari soggette a locazione.
Il sistema di certificazione energetica della Regione Emilia-Romagna è divenuto operativo con l’emanazione della Delibera di Giunta Regionale n. 1050 del 7 luglio 2008: con essa, si è istituito presso il Servizio Politiche Energetiche della Regione l’Organismo di Accreditamento dei soggetti certificatori (ai sensi dell’art. 6 della D.A.L. n. 156/08), e si è definita la procedura per l’avvio del processo di accreditamento degli operatori (singoli tecnici o società) interessati a svolgere questa attività.
Fonte Ermes Ambiente




